Verdessenza e il fitwalking, l’arte del camminare

Fitwalking2Alzi la mano chi di voi ha mai sentito parlare di fitwalking. E tra questi, faccia un passo avanti chi lo ha già sperimentato in pratica. Complimenti! Per tutti gli altri, Verdessenza ecobottega ha pensato e organizzato un appuntamento teorico-pratico dedicato: sabato 17 marzo alle ore 17 in via San Pio V n. 20/f si parlerà di “Fitwalking, l’arte del camminare” con Paola Leone, istruttrice abilitata dal 2008, creatrice dell’Associazione Camminarte Fitwalking Torino, responsabile dell’Authorized Fitwalking Center “Parco del Valentino” di Torino, e unica in Italia ad aver ricevuto il riconoscimento ufficiale di Istruttrice Platinum 2018.

Un cv lungo chilometri, come quelli che macina tutti i giorni, anche in giro per l’Europa (ad aprile sarà 5 giorni a spasso per i parchi di Londra ad insegnare il Fitwalking Certificato). Ma prima, la tappa da Verdessenza a spiegare che cos’è il fitwalking. «Letteralmente fitwalking significa “camminare per la forma fisica“, si tratta di una tecnica di camminata a corpo libero ideata nel 2001 da Maurizio Damilano, campione olimpico e due volte campione del mondo nella specialità marcia. È l’arte del camminare, una tecnica corretta da un punto di vista posturale, che prevede un movimento completo dei piedi, delle gambe e delle braccia (piegate) e una corretta postura per busto e collo. Tutto ciò consente di acquisire maggiore consapevolezza e di ottimizzare i movimenti e le spinte, garantendo un utilizzo del 90% della muscolatura di tutto il corpo».

Ma non vi spaventate: il fitwalking è uno sport adatto a tutti: «Lo si può praticare a qualunque età, non è un’attività traumatica e ha innumerevoli benefici di tipo psicofisico – continua Paola –, essendo un antistress, un ansiolitico e un antidepressivo naturale e un prezioso aiuto nella prevenzione di numerose malattie, dal diabete all’osteoporosi».
Volete provarlo? Basta che sabato 17 veniate con abbigliamento e scarpe comode: dopo la presentazione teorica, Paola ci regalerà una prova pratica di fitwalking all’aperto, una dimostrazione di quella che è l’arte del camminare: correttamente.

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La salute vien mangiando: il gusto della condivisione

Miriam_EmiParola d’ordine, condivisione. Condivisione del tavolo e del cibo ma anche dei propri stili di vita, delle difficoltà o dei successi nei cambiamenti. Questi gli ingredienti della cena “La salute vien mangiando: il gusto della condivisione” servita mercoledì 14 marzo al Tomato Backpackers Hotel dalla psiconcologa Miriam Bertuzzi e dal cuoco Emiliano Ianniello, esperto di cucina mediterranea.
Simile alle due precedenti, ma un po’ diversa: perché accanto al cibo-sano-ma-buono si creerà uno spazio dedicato al confronto sui temi dell’alimentazione, della prevenzione, della salute e del benessere, inteso nel suo significato più ampio.

«È insieme, in gruppo, che si scopre che, con un pizzico di sapore, infinita pazienza e l’arma potentissima della condivisione, il cambiamento diventa possibile e persino gustoso – spiega Miriam Bertuzzi –. In conseguenza a questi pensieri e alle varie esperienze raccolte, desiderando fare qualcosa anche per chi non vive in prima persona la malattia ma vuole semplicemente sentirsi sano e felice partendo dall’alimentazione, ho ideato alcuni progetti di prevenzione primaria con uno sguardo mirato all’ecologia delle cure, in termini di salute psico-fisica e socio-ambientali. Uno di questi, per puro caso e meravigliose coincidenze, sono state proprio le social dinner».

Sociali e salutari, le cene organizzate finora sono state un successo: l’attenzione verso il tema dell’alimentazione come strumento di prevenzione cresce e ben si coniuga con l’esperienza divertente della cena accanto a degli sconosciuti. Aggiungete anche un menu sano-ma-buono e il risultato è ancora più gustoso.
A questo ora Miriam inserisce un tassello in più, preziosissimo, frutto del suo lavoro di psicoterapeuta e psiconcologa: quello della condivisione di gruppo come momento di scambio e riflessione sui cambiamenti slow degli stili di vita. Slow inteso come lentezza mentale, come capacità di riflettere sulla provenienza di ciò che si mangia, sui suoi contenuti, sulle possibili nocività, e sui costi umani e ambientali che ha richiesto. Slow come base teorica e pratica per imparare a riconoscere ciò che è buono e che ci fa bene.

Affamati di cibo, di nuovi stimoli e di nuove amicizie? Appuntamento mercoledì 14 marzo alle 20.00 al Tomato Backpackers Hotel & Café di via Silvio Pellico, 11 a Torino.
La prenotazione è obbligatoria passando da Verdessenza Ecobottega, in via San Pio V n. 20/f. Il contributo per la serata è di 15 euro, bevande escluse. E attenzione ché i posti sono limitati.

Sana ma buona, la nuova cena della prevenzione

Verdessenza_BertuzziAnno nuovo, nuovi propositi. E magari nuovi stili di vita, più sani. Se ne parlerà e se ne mangerà mercoledì 7 febbraio durante la seconda cena “La salute vien mangiando” al Tomato Backpackers Hotel di Torino.
La prepareranno Emiliano, chef estroso esperto di genuinità e sapore, e Miriam Bertuzzi, psiconcologa e counsellor appassionata di cucina e specializzata in prevenzione primaria, con un’esperienza alla Psiconcologia delle Molinette per lo studio Diana 5 dell’Istituto dei Tumori di Milano, con il professor Berrino: “Una vita sana può essere divertente e gustosa, diventando una scelta consapevole per tutti”.

Sperimentiamola allora a tavola, innanzitutto, con un menu sano ma buono ma economico, adatto anche ai celiaci. L’appuntamento è per mercoledì 7 febbraio alle 20 per la cena al Tomato Backpackers Hotel & Café di via Silvio Pellico 11.
Contributo di 12 euro, prenotazione entro il 5 da Verdessenza Ecobottega (in via San Pio V n. 20/f o al numero 0118198187) , e attenzione ché i posti sono limitati.
Per le bevande, valgono autogestione e condivisione: portate quello che volete e condividetelo. La prevenzione comincia anche dalle buone relazioni.

I vermut Peliti’s da Verdessenza: tra storia e degustazioni reali

Vermut_PelitiUn salto indietro nel tempo sino all’India di fine ottocento. Assaporando il vermut nato dal talento di Federico Peliti e prodotto nel 1877 per il Principe di Galles Edoardo VII.
Questo vi offre mercoledì 13 Verdessenza ecobottega: un tuffo nel passato sorseggiando due di quei vermut, nelle ricette originali che amalgamano spezie indiane e fiori piemontesi, assenzi e moscato passito del Monferrato.

Le hanno recuperate tra grandi emozioni due imprenditori torinesi, Antonio Salvatore (compagno di una discendente di Peliti) e Filippo Camedda. “Abbiamo selezionato due tra più di quaranta formule create in anni di ricerca. Per il rosso è stata recuperata la ricetta prodotta su richiesta della casa reale inglese dal 1877 al 1940. Il bianco nasce da una composizione più esotica, realizzata negli ultimi anni dell’attività di Peliti in India”.

Appuntamento con la storia e degustazioni reali da Verdessenza alle ore 18.30.

La cena ‘sana ma buona’ con Miriam Bertuzzi: per prevenire mangiando

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Sana ma buona. Così sarà la cena servita mercoledì 29 novembre al Tomato Backpackers Hotel di Torino. La preparerà Miriam Bertuzzi, psiconcologa e counsellor con una passione per la cucina. E la prevenzione primaria, anche attraverso il cibo. “La prevenzione riguarda tutti noi, non solo chi per vari fattori ha più probabilità di ammalarsi o chi si è già ammalato – spiega Miriam Bertuzzi –. Una vita sana può essere gustosa per tutti e diventare una scelta consapevole”.

E se ce lo dice lei possiamo fidarci: un master in psiconcologia all’Università di Napoli, Miriam è specialista in progetti di prevenzione primaria con un’attenzione all’ecologia delle cure in termini di salute psico-fisica e socio-ambientali, collabora con varie associazioni di volontariato e dal 2012 conduce gruppi con donne operate di tumore e loro familiari, dopo l’esperienza alla Psiconcologia delle Molinette per lo studio Diana 5 dell’Istituto dei Tumori di Milano, con il professor Berrino.

Medicina sì, con un’accortezza. “Non c’è la medicina che salva, c’è la medicina che cura. Fidiamoci tenendo però anche conto della sfera psicologica, spirituale: non dimentichiamo cosa ci fa star bene, condiamo i nostri pasti di gusto, relazioni sociali, sorrisi.

Il tutto, in pratica? Mercoledì 29 novembre alle 20 siete tutti invitati alla cena al Tomato Backpackers Hotel & Café di via Silvio Pellico 11. Contributo di 12 euro, prenotate al più presto da Verdessenza Ecobottega (in via San Pio V n. 20/f) , ché i posti sono limitati. E per le bevande, vigono l’autogestione e la condivisione: portate quello che più vi aggrada e condividetelo con chi vi sta accanto. La prevenzione comincia anche da lì.

La salute vien mangiando: cibo e prevenzione con Miriam Bertuzzi da Verdessenza

MiriamBertuzziE chi lo dice che una dieta – e una vita – sane siano per forza scialbe di gusto? A volte il cambiamento oltre a essere più semplice del previsto, può anche essere appetitoso. A spiegarcelo, Miriam Bertuzzi, counsellor e psiconcologa, cuoca per diletto e passione, ospite sabato 18 novembre alle 17.00 da Verdessenza.

Obiettivo dell’incontro: mettere sul piatto i temi della prevenzione e del cambiamento degli stili di vita, e smontare l’associazione di idee sano-uguale-triste anche attraverso lo scambio di sensazioni, esperienze e ricette.

“Durante l’incontro verrà affrontato l’argomento della prevenzione che riguarda tutti – spiega Miriam Bertuzzi -, non solo chi si è già ammalato o per vari fattori ha più probabilità di ammalarsi. Una vita sana può essere appetibile e diventare una scelta consapevole, ancor prima che ce la imponga una malattia o qualcuno più esperto di noi”.
Specialista in progetti di prevenzione primaria con uno sguardo mirato all’ecologia delle cure, in termini di salute psico-fisica e socio-ambientali, Miriam collabora con associazioni di volontariato del territorio e conduce gruppi con donne operate di tumore e loro familiari. Ha cominciato la sua esperienza nel 2012 alla Psiconcologia delle Molinette per lo studio Diana 5 dell’Istituto dei Tumori di Milano (professor Berrino) e a giugno di quest’anno ha conseguito il Master in Psiconcologia all’Università di Napoli.

Prevenzione, organizzazione, condivisione e pazienza, tanta. “Negli anni ho raccolto suggestioni da molte persone: per alcune diventa difficile portare in tavola cibi mai preparati prima, che al supermercato non si trovano o che costano una follia. E poi che fatica cucinare cose diverse per i figli, il partner, il baracchino del giorno dopo. Ma c’è anche chi già mangiava sano, e allora perché si è ammalato? E chi è stato cresciuto secondo la dieta mediterranea, ma poi se l’è scordata e vorrebbe recuperarla. Insieme abbiamo scoperto che con un pizzico di sapore, infinita pazienza e l’arma potentissima della condivisione, il cambiamento diventa possibile e persino gustoso”. Per dimostrarlo anche a tavola, è in programma una cena a fine mese: voi state pronti.

Tutti dentro: cena nel carcere delle Vallette con Verdessenza

LiberamensaUna sera fuori dal comune: una sera dentro al carcere “Lorusso e Cutugno” di Torino.
Sabato 17 giugno tutti dentro: dalle 20.30 l’appuntamento è alle Vallette, per una cena preparata e servita nel Ristorante Liberamensa da detenuti e soci della cooperativa omonima.

Dall’antipasto al caffè, prezzo speciale per gli amici di Verdessenza Ecobottega: 30 euro, vini compresi. Cibi per menti libere, con ingredienti provenienti da economia carceraria e da percorsi di legalità e di recupero ambientale, sociale e territoriale. Il tutto accompagnato da tanta voglia di riscatto.

“Ci piace pensare che Liberamensa possa essere presa come una testimonianza diretta, attraverso la qualità della sua offerta, di come si possano ottenere risultati positivi quando a orientare le scelte e il lavoro c’è la convinzione che il cambiamento si può raggiungere in qualsiasi realtà”, spiegano i responsabili.

Prenotazione obbligatoria da Verdessenza entro il 10 giugno. Posti limitati.
Per motivi di sicurezza, al momento della prenotazione occorre indicare nome, cognome, data e luogo di nascita e recapito telefonico.